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Una grande scrittrice italiana.

Tra le più conosciute e tradotte scrittrici italiane contemporanee

Tra le più conosciute e tradotte scrittrici italiane contemporanee; si è sempre dedicata al teatro, che vede come il miglior luogo per informare e sensibilizzare il pubblico su specifici problemi sociali e politici. Dacia Maraini nasce a Fiesole da Topazia, pittrice appartenente a un’antica famiglia siciliana, gli Alliata di Salaparuta e Fosco Maraini, un conosciuto etnologo che ha pubblicato diversi libri sul Tibet e sul Giappone.
Dopo un’infanzia particolarmente difficile che la vede internata insieme alla sua famiglia antifascista in un campo di concentramento in Giappone, Dacia Maraini si trasferisce a Roma proseguendo gli studi ed arrangiandosi con lavori diversi. A 21 anni fonda insieme ad altri giovani il periodico “Tempo di letteratura” e comincia a collaborare con riviste quali “Nuovi Argomenti” e il “Mondo” e nel 1962 esordisce con il romanzo “La vacanza”. Si occupa anche di teatro fondando, insieme ad altri scrittori, il Teatro del Porcospino, in cui si rappresentano solo novità italiane, da Parise a Gadda, da Tornabuoni a Moravia. Nel 1973 fonda anche il Teatro della Maddalena, gestito da sole donne, dove cinque anni dopo si mette in scena “Dialogo di una prostituta con un suo cliente”, tradotto in inglese e francese e rappresentato in dodici paesi diversi. Nel 1972 pubblica il romanzo “Memorie di una ladra”, dal quale Monica Vitti ricava il film “Teresa la ladra”.
Nel 1975 esce “Donna in guerra”, tradotto in sei lingue. Del 1984 è il romanzo “Il treno per Helsinki” pubblicato in cinque lingue e, del 1985, è “lsolína”, che riceve il premio Fregene.

  • dacia maraini
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Fertile è la produzione degli anni ‘90 che inizia con “La lunga vita di Marianna Ucrìa” (1990) col quale Dacia Maraini riceve il premio Supercampiello e il premio per il “Miglior libro dell’anno”. Seguono la raccolta di poesie “Viaggiando con passo di volpe” (1991), che riceve il premio “Città di Penne”, il libro di teatro “Veronica, meretrice e scrittora” (1991), “Bagheria” (1993), “Voci” (1994), il saggio “Un clandestino a bordo” (1996), “Dolce per sé” (1997), l’antologia di poesia “Se amando troppo” (1998) e “Buio” (1999), che riceve il “Premio Strega”.
Anche gli anni 2000 sono scanditi da una fervida attività: “Fare teatro (1966-2000)” che raccoglie quasi tutta l’opera teatrale della scrittrice, nel 2000 “Amata scrittura”, un libro sulla trasmissione televisiva condotta dall’autrice, nel 2001 “La nave per Kobe”, il racconto del viaggio che la famiglia Maraini compì per raggiungere il Giappone, da Brindisi a Kobe, quando Dacia aveva appena due anni. Sempre del 2001 è il libro di favole “La pecora Dolly”. Nel 2004 la scrittrice pubblica il romanzo “Colomba”, nel 2008 “Il treno dell’ultima notte” e nel 2009 “La ragazza di via Maqueda”.

Il suo costante spostarsi da un paese all’altro porta Dacia Maraini a pubblicare nel 2010 “La seduzione dell’altrove” una raccolta di articoli e racconti che ci portano dall’Africa nera delle savane, ma anche delle baraccopoli offuscate dai fumi della diossina, all’Europa dei vecchi e recenti Stati, all’Oriente che distrugge le sue radici, ai ricchi campus degli Stati Uniti, alle città del Sudamerica che conservano memorie di un passato prezioso.

Dacia Maraini, direttrice artistica del festival Il Teatro sull’Acqua, è una delle più grandi scrittrici contemporanee di romanzi, racconti, opere teatrali, poesie e saggi, editi da Rizzoli e tradotti in venti Paesi.

Nel 2015 ha pubblicato il romanzo La bambina e il sognatore, sempre per i tipi di Rizzoli.
Con questo romanzo potente, illuminato per la prima volta da un’intensa voce maschile, Dacia Maraini ci guida al cuore di una paternità negata, scoprendo i chiaroscuri di un sentimento che non ha mai smesso di essere una terra selvaggia e inesplorata.

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6 - 10 settembre 2017

CULTURA, TEATRO, PAROLA E PASSIONE.

Unicità

Il Teatro sull'Acqua diretto da DACIA MARAINI è l'unico esempio italiano di produzioni teatrali sull'acqua. Si confronta a livello internazionale con l’Opéra on the Lake del Bregenz Festival (Austria) e il Teatro delle Marionette d'Acqua di Hanoi (Vietnam).

Il teatro sotto-sopra

Il Teatro sull’Acqua ama invertire le regole del gioco. Qui la graticcia teatrale non è più vincolata alla soletta del teatro ma sul fondo del lago con i suoi corpi morti, le catene e le cime a cui ancorare le scenografie, quando le scenografie non scorrono ….sull’acqua! E’ un teatro sottosopra, dove cambiare punto di vista è la regola. La nascita di neologismi come nuot-attore oppure rem-attore testimoniano quello che di moderno e inaspettato qui accade.

Partecipazione

Il Teatro sull’Acqua è un progetto di cittadinanza culturale orientato alla produzione artistica, con la partecipazione attiva della comunità locale in sinergia con gli artisti professionisti in residenza. Esprime il genius loci del luogo. Gli stessi luoghi del quotidiano si trasformano: il Vecchio Porto di Arona diventa un anfiteatro romano sull’acqua. I ristoranti, le strade, le piazze e le ville diventano essi stessi teatro. Ogni luogo può essere teatro.

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