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Storia semiseria di un’ossessione seriale

Scritto e interpretato da Carla Carucci

“Oggi si chiamano Serie TV, una volta si chiamavano telefilm. Il succo però è lo stesso, sono droghe leggere legalizzate”. Ancora una e poi spengo è uno spettacolo tragicomico che affronta uno dei grandi mali del nuovo millennio: la dipendenza da serie tv. Lucia Amoruso, sola in scena, convinta di essere a una riunione dei DST Anonimi (Dipendenti da Serie Tv Anonimi) mette a nudo la propria ossessione seriale. La protagonista, raccontando la sua storia, fa comprendere al pubblico il livello di totale immersione che un serial watcher può raggiungere, tale da farle perdere il senso di realtà fondendo la propria identità con quella dei suoi personaggi preferiti in un escalation comica che la porterà alla fine ad analizzare le reali cause della propria dipendenza. Con il progressivo avanzare delle tecnologie i telefilm, quelli che una volta erano appuntamenti cadenzati e centellinati all’interno delle nostre giornate, per alcuni sono diventati vere e proprie nevrosi. Finito di guardare una puntata, si lascia andare avanti la riproduzione automatica e senza rendersene conto si diventa Serial Watcher. Dipendenza da Serie TV significa iperconnessione in rete e conseguente disconnessione dal mondo e dai propri rapporti sociali. Significa anche catapultarsi in una realtà artificiosa rassicurante che in qualche modo ci fa sentire protetti, ma che è estremamente lontana dalla vita reale. Carla Carucci, attrice e autrice dello spettacolo, ama il cinema e le serie televisive a tal punto da esserne diventata lei stessa dipendente. Questo nuovo lavoro nasce da un numero incalcolabile di notti insonni davanti al monitor del suo computer e dall’incapacità di dire “no” alla prossima puntata. Un monologo comico che può creare dipendenza!

Teatro in Villa
Scritto e interpretato da Carla Carucci
Regia di Francesca Lo Bue
durata: 60 min

Carla Carucci studia prosa, teatro di figura, teatro fisico, di maschera, teatro di strada e così via. In questo percorso di formazione continua fa moltissime esperienze e approfondisce i suoi studi di drammaturgia, regia e recitazione con alcuni dei maggiori artisti internazionali. Fra questi: Davide Carnevali, Letizia Russo, Cristina Pezzoli, Eva-Maria Voigtländer, Renata Ciaravino, Marco Martinelli, Philip Radice. Fra i suoi spettacoli: “Ognidiviensera” progetto e regia di Carla Carucci; “Ragazza seria conoscerebbe uomo solo max 70 enne”, di e con Carla Carucci, regia di Ian Algie, spettacolo tragicomico vincitore del premio La Vela d’Oro; “Canzoni sull’orlo di una crisi… di nervi” spettacolo tragicomico musicale di e con Francesca Palombo, regia di Carla Carucci; firma la regia di “Effetti indesiderati anche gravi”; “Non tutto il male viene per nuocere, ma questo sì” di e con Giulia Pont, regia di Carla Carucci.


10 settembre ore 20:00
Rimandato al 11 settembre ore 20:00
in caso di pioggia
Palazzo Borromeo - Arona

  • Ancora una e poi spengo
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9 - 13 settembre 2020

CULTURA, TEATRO, PAROLA E PASSIONE.

Unicità

Teatro sull'Acqua diretto da DACIA MARAINI è l'unico esempio italiano di produzioni teatrali sull'acqua. Si confronta a livello internazionale con l’Opéra on the Lake del Bregenz Festival (Austria) e il Teatro delle Marionette d'Acqua di Hanoi (Vietnam).

Il teatro sotto-sopra

Il Teatro sull’Acqua ama invertire le regole del gioco. Qui la graticcia teatrale non è più vincolata alla soletta del teatro ma sul fondo del lago con i suoi corpi morti, le catene e le cime a cui ancorare le scenografie, quando le scenografie non scorrono ….sull’acqua! E’ un teatro sottosopra, dove cambiare punto di vista è la regola. La nascita di neologismi come nuot-attore oppure rem-attore testimoniano quello che di moderno e inaspettato qui accade.

Partecipazione

Il Teatro sull’Acqua è un progetto di cittadinanza culturale orientato alla produzione artistica, con la partecipazione attiva della comunità locale in sinergia con gli artisti professionisti in residenza. Esprime il genius loci del luogo. Gli stessi luoghi del quotidiano si trasformano: il Vecchio Porto di Arona diventa un anfiteatro romano sull’acqua. I ristoranti, le strade, le piazze e le ville diventano essi stessi teatro. Ogni luogo può essere teatro.

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